martedì 2 settembre 2008
Una pausa salutare
martedì 1 luglio 2008
Sono andato a curiosare in Internet per vedere che cosa accadde il 1 luglio e ho trovato questo:
1897 - A tre anni dalla sua prima pubblicazione il giornale musicale“Billboard Advertising” modifica il suo nome in “Billboard”.
1921 - Mao Tze Tung fonda il Partito Comunista Cinese.
1937 - Viene istituito in Gran Bretagna il numero telefonico di emergenza.
1946 - Gli Stati Uniti fanno esplodere una bomba atomica da 20 chilotoni, nei pressi dell’atollo Bikini, nell’Oceano Pacifico.
1947 - Viene varata una delle più imponenti navi passeggeri, la Achille Lauro.
1948 - Il pilota automobilistico Achille Varzi muore a Berna durante le prove del Gran premio di Svizzera.
1960 - La Somalia acquisisce l’indipendenza dall’Italia e dalla Gran Bretagna. Nello stesso giorno il Ghana diventa una repubblica.
1962 - Prosegue il processo di autonomia in Africa. L’Algeria vota per l’indipendenza, mentre Burundi e Ruanda ottengono l’indipendenza dal Belgio.
1963 - Nasce il codice di avviamento postale. 5 cifre che velocizzano l’instradamento della corrispondenza.
1969 - Carlo d’Inghilterra, viene nominato Principe di Galles.
1973 - Il Milan vince la Coppa Italia, battendo ai rigori per 6-3 la Juventus.
1974 - Il generale Pinochet diventa presidente del Cile.
1974 - In Argentina, le preannunciate gravissime condizioni del presidente hanno l’epilogo peggiore. Muore Juan Domingo Peron.
1976 - Chiude oggi il “Giornale d’Italia” a 75 anni dalla sua fondazione.
1977 - Scontro a fuoco tra il presunto capo dei Nuclei Armati Proletari, Antonio Lo Muscio, e i carabinieri che lo hanno sorpreso in compagnia di due nappiste evase. Lo Muscio resta ucciso, mentre Maria Pia Vianale e Franca Salerno sono arrestate.
1978 - Quarta votazione per eleggere il presidente della Repubblica. Si astengono i socialisti e i 335 voti ricevuti dal comunista Giorgio Amendola non sono sufficienti all’elezione.
1979 - Vincendo lo spareggio con il Monza, il Pescara torna nel campionato di calcio di serie A.
1992 - Muore il produttore cinematografico di “Amarcord” e di “Nuovo cinema Paradiso” Franco Cristaldi.
1994 - Yasser Arafat, leader dell’OLP torna in Palestina dopo un esilio durato 27 anni.
1994 - Massimo D'Alema viene eletto segretario dei Democratici di Sinistra, l'ex Partito Comunista Italiano.
1995 - Per una crisi cardiaca muore Wolfman Jack, simbolo mondiale del mestiere di disc-jockey.
1995 - Matrimonio per la principessa Stephanie di Monaco e Daniel Ducruet.
1996 - Attraverso una finestra la polizia irrompe nell’appartamento dell’attrice Margaux Hemingway, e la rinviene morta per overdose di sedativi. Dubbi che si tratti di suicidio sorgono dalla coincidenza con l’anniversario del suicidio del nonno Ernest, che ricorre domani.
1997 - Hong Kong torna sotto il dominio cinese, dopo essere stata colonia britannica per 156 anni.
2000 - Scompare l’attore Walter Matthau. Aveva 79 anni.
Sono nati oggi:
1804 - George Sand (scrittrice)
1902 - William Wyler (regista: “Cime tempestose” “Ben Hur”)
1908 - Estee Lauder (industriale cosmetica)
1934 - Sydney Pollack (regista: “Il socio” “La mia Africa” “Come eravamo”)
1946 - Deborah Harry (cantante solista e dei Blondie. “Rapture” “The tide is high” “Heart of glass”)
1952 - Dan Aykroyd (attore: “Una poltrona per due” “I Blues brothers” “Ghostbusters”)
1961 - Carl Lewis (primatista salto in lungo, 4x100, 100 e 200 metri)
1961 - Valeria Benatti (Dj)
1966 - Alberto Bonfanti (ingegnere)
1967 - Pamela Anderson (modella e attrice: “Baywatch”)
1972 - Claire Forlani (attrice: “Vi presento Joe Black”
1977 - Liv Tyler (attrice: “Armageddon” “Io ballo da sola”)
1977 - Cipriani Daniela (Consulente di comunicazione per l'impresa)
(dal sito www.accaddeoggi.it)
lunedì 23 giugno 2008
Problemi di lingua?
Clamorosa gaffe dell’amministratore delegato della Ryanair, Michael O'Leary: nel corso di una conferenza stampa a Duesseldorf, nel ricco ovest della Germania, i giornalisti non potevano credere alle loro orecchie - scrive la «Bild» - quando O’Leary ha annunciato «in inglese» che per le tratte lunghe negli Usa la compagnia di volo low cost offre«una economy class per 10 euro e una business class per 4mila-5mila euro».
E poi - letteralmente - «Bed and Blowjob inclusive». Sesso orale in volo sull’Atlantico? Prostitute invece di Hostess? Boeing e Airbus trasformati in bordelli volanti? Si sbizzarrisce il tabloid di Springer. Ryanair ha avuto il suo bel da fare per chiarire l’equivoco: la locuzione «bed and blowjob» - ha spiegato una portavoce della compagnia - non ha a che vedere con il sesso orale, ma viene dallo slang inglese e non significa altro che «comfort di lusso e servizi super».
martedì 10 giugno 2008
Il rinoceronte
Dudard Lei è un intollerante! Forse Papillon, dopo tanti anni di vita sedentaria, ha provato il bisogno di sfogarsi un po'.
Berenger (ironico) E lei è troppo tollerante, troppo comprensivo!
Dudard Ma caro Berenger, dobbiamo sempre cercare di capire il prossimo. E quando vogliamo capire un fenomeno e i suoi effetti, è necessario risalire alla causa, con serio impegno intellettuale. Dobbiamo sforzarci di farlo perché siamo degli esseri ragionevoli. Io non ci sono riuscito, lo ripeto, e in coscienza non so se ci riuscirò. In ogni modo, dobbiamo imporci a priori un atteggiamento favorevole o, per lo meno, l'obiettività, l'ampiezza di vedute proprie di una mente scientifica. Tutto ha una logica: comprendere vuol dire giustificare.
Berenger (ironico) Lei diventerà presto un simpatizzante dei rinoceronti, glielo dico io.
Dudard Ma no, ma no. Non arriverò mai a tanto. Sono soltanto uno che cerca di veder le cose come stanno, freddamente: sono un realista, io. E poi sono anche convinto che tutto ciò che è naturale non è vizioso. Guai a colui che vede il vizio dovunque! È tipico degli inquisitori.
Berenger E le pare che tutto questo sia naturale?
Dudard Che c'è di più naturale di un rinoceronte?
Berenger Già, ma un uomo che diventa rinoceronte è un fatto indiscutibilmente anormale.
Dudard Oh, indiscutibilmente è una parola forte.
Berenger Indiscutibilmente anormale, assolutamente anormale!
Dudard (ironico) Vedo che lei è molto sicuro di sé. Come stabilire dove finisce la normalità e dove comincia l'anormalità? Come distinguere questi concetti: «normale» e «anormale»? Badi che, né in filosofia, né in medicina, nessuno è mai riuscito a risolvere il problema. Lei dovrebbe essere al corrente di queste cose.
Berenger Può anche darsi che filosoficamente non sia possibile decidere, ma in pratica è facilissimo. Se ti dimostrano che il movimento non esiste, ti metti a camminare, e cammini, cammini, così... (Cammina avanti e indietro per la stanza) ... si cammina oppure ci si dice come Galilei: « Eppur si muove».
Dudard Ma lei sta facendo una confusione gravissima. Nel caso di Galileo era proprio il pensiero teoretico e scientifico a trionfare sul conformismo e sul dogmatismo.
Berenger (confuso) Ma che storie sono? Conformismo, dogmatismo... parole, parole! Può darsi che io abbia una certa confusione in testa, ma lei però la perde, la testa! Non sa più distinguere il normale dall'anormale! Lei mi ha scocciato con questo Galileo... me ne infischio, io, di Galileo!
Dudard Ma se è stato proprio lei a tirarlo in ballo, a porre il problema, sostenendo che la pratica ha sempre l'ultima parola. Può anche darsi che sia vero, però si ricordi che la pratica deriva dalla teoria. Tutta la storia del pensiero e della scienza sta a dimostrarlo.
Berenger (sempre più seccato) Non sta a dimostrare un accidente! È tutto un rebus, una pazzia!
Dudard Prima di tutto bisognerebbe stabilire che cos'è la pazzia...
Berenger La pazzia è la pazzia, no?! La pazzia è semplicemente pazzia! Lo sanno tutti che cos'è la pazzia! E i rinoceronti, sono pratica o teoria?
Dudard L'uno e l'altro.
Berenger Come sarebbe a dire l'uno e l'altro?
Dudard L'uno e l'altro o l'uno e l'altro. È da vedere.
Berenger Allora a questo punto io... io mi rifiuto di pensare!
Dudard Ecco, lei va subito in bestia. Stia a sentire: noi non abbiamo le stesse idee. Non c'è nulla di male, possiamo discuterle, tranquillamente; anzi, dobbiamo discuterle!
Berenger (atterrito) Lei trova che vado in bestia? Mi sto comportando come Jean. Ah, no, non voglio diventare come Jean! Ah, no, non voglio. (Si calma) Non sono ferrato in filosofia. Non ho studiato, mentre lei ha due lauree. Ecco perché se la cava meglio nelle discussioni, mentre io non so più cosa risponderle... sono impacciato, ecco! Però, sono sicuro che ha torto lei... lo sento, per istinto - o meglio - no, sono i rinoceronti che hanno l'istinto... io lo sento per intuito - ecco la parola - per intuito!
DUDARD o BERENGER?
Io dico Berenger.
Una commedia del teatro dell'assurdo. Facile da leggere, ma che fa molto riflettere.
Staremo mica diventando tutti rinoceronti?
giovedì 29 maggio 2008
Incontri casuali
Salgo in macchina affannato, via!!! Veloce corsa (nei limiti!?) verso Novara. Telefono per avvisare del ritardo (c'è sempre una scusa..) per scoprire che non mi aspettano, infatti il capo si è dimenticato di avvisare i suoi collaboratori. Bene!! Decido io l'ora di arrivo, quindi posso andare tranquillo.
Spia gialla.... Carburante. Hai voluto prendere una macchina che consuma così tanto... e adesso paga. Beh, è anche per quello che vado più piano.
Vuoi non prendere un caffè? Certo!!! Sono ormai le 10 e sono alzato da un po' di ore.
Entro in Autogrill, squilla il telefono. Mentre rispondo alle mille domande di un capocantiere... la vedo!!! Ha appena finito di prendere qualcosa al banco. Mi saluta con un cenno della mano e mi sorride; ricambio il saluto e la guardo sorpreso. Lei si dirige verso la toilette. Io finisco la telefonata. La aspetto, ma lei è già scappata.
E' una mia amica che non vedo da almeno dieci anni. Pensavo a lei poco tempo fa. Cosa farà ora? Avrà risolto i suoi problemi? Sarà sposata? Avrà dei figli? Provo a mandarle un messaggio al numero di cellulare che ho ancora, ma non risponde. L'avrà cambiato o più semplicemente non avrà voglia di rispondere.
Bastavano pochi minuti e non l'avrei incrociata. Altre volte mi è successo di fare incontri imprevisti, in alcuni casi ho riallacciato rapporti che le circostanze della vita avevano interrotto.
Saranno veramente solo incontri casuali?
mercoledì 21 maggio 2008
Libero, fra quattro mura
Proponiamo una testimonianza del detenuto Joshua Stancil, dal North Carolina, che racconta la sua vita nel carcere di Hoffman.
Un giorno iniziò a leggere i libri di don Giussani. Fu l'inizio di una lunga strada di conversione che lo ha portato a una nuova speranza.
Joshua nei giorni scorsi è stato trasferito in un’altra prigione in uno stato meridionale degli Stati Uniti
Non è difficile perdere la speranza in carcere. Quando sei chiuso qua dentro, come lo sono io da molti anni, diventi amaro e pessimista rispetto all'umanità. Con il tempo, senza neppure accorgerti, cresce in te il nichilismo e gli altri uomini ti sembrano perduti, irrecuperabili. Anch'io ho corso il rischio di cadere in questa spirale. Eppure oggi posso dire non solo di avere speranza, ma di considerarmi un uomo libero, anche se vivo in una prigione. Una Presenza entrata nella mia vita, in modo inatteso, è la fonte della mia certezza. La vita in carcere non è meno pesante, le frustrazioni non spariscono, ma non sono più qualcosa che mi schiaccia. La consapevolezza che c'e un Altro che si interessa a me, insieme alla compagnia di amici che mi aiutano a riconoscerLo, rende la vita lieta. Anche se la trascorri in una cella.
Sono un detenuto del carcere Morrison Correctional, in North Carolina. Per le autorità penitenziarie, non sono tanto un nome e un cognome, quanto un numero: 0594801. La mia vita è segnata dalla routine di giornate scandite da ritmi sempre uguali. Sveglia all'alba, colazione alle 6.15, poi al lavoro nell'infermeria del carcere, dove sono un assistente; pranzo alle 11; in cella per attendere la posta, il momento più eccitante della giornata, poi la cena alle 17 e due passi in cortile. Prima di andare a dormire, spesso faccio sosta nell'area del telefono, dove ho diritto a fare una chiamata di 10 minuti, a carico del destinatario, come sempre sotto gli occhi delle guardie. Molte volte è per mia madre, altre volte per i miei amici. Dedico molto tempo alla lettura e da qualche tempo anche allo studio, perché sto cercando di conseguire una laurea. La mia passione per i libri è stata anni fa anche all'origine della mia conversione. Vivo nella “Bible Belt” americana, una parte del Paese dove domina un cristianesimo protestante fondamentalista e anche le mie origini sono protestanti. Sono diventato cattolico in completa solitudine e in modo intellettuale, per effetto delle mie letture. Non avevo membri cattolici nella mia famiglia, non avevo nessuno con cui con dividere la mia fede. Il rischio, per me, era che diventasse un mero esercizio cerebrale, o una somma di regole morali da seguire. Tutte cose interessanti, ma certo non abbastanza per sostenere la speranza in carcere o permettere di gustare la libertà. Poi è accaduto qualcosa.
Una delle pubblicazioni cattoliche che mi facevo spedire in carcere era il mensile “Magnificat", e ogni mese la lettura che mi colpiva di più era tratta dagli scritti di un sacerdote italiano a me sconosciuto, don Luigi Giussani. Ho fatto fare qualche ricerca a mia madre ed è saltato fuori questo movimento di cui a sua volta non sapevo niente, Comunione e Liberazione. Mi misi in contatto. Cercavo riviste, materiale. Mi mandarono invece due persone, Elisabetta e Tobias. Dopo il primo incontro con loro, tornando in cella, non mi resi conto che avevo stampato sul volto un sorriso un po' idiota. Non riuscivo a smettere di sorridere! Uno dei compagni di dormitorio mi guardò incuriosito: «Ehi bello, sei raggiante! Ti sei drogato?». Secondo l'esperienza di chi sta in carcere, se uno sorride o appare lieto, leggero, la spiegazione può essere solo che ha trovato il modo di procurarsi un po' di “roba”. Il carcere è un luogo caotico carico di tensioni, rumoroso. Quando qualcuno, come me, appare quieto, concentrato sui libri, poco interessato a passare tutto il tempo in discussioni che diventano inevitabilmente lamentele, allora attira attenzione. Nel mio caso, e accaduto che alcuni compagni di detenzione hanno cominciato a mostrare interesse per quello che leggevo e per i rapporti che intuivano avevo con persone insolite fuori dal carcere (non e usuale, qui a Hoffman, vedere arrivare la domenica mattina nella sala colloqui della prigione degli italiani che viaggiano 6 7 ore per passare un’ora e mezzo con me). C'era un ragazzo che ha cominciato a voler stare sempre con me, voleva sapere quello che facevo, cosa leggevo. Si capiva che era pieno di curiosità.
Un giorno si è messo a sbirciare da dietro le mie spalle il libro che stavo leggendo. Era “Il senso religioso” di don Giussani. Un po’ esasperato, gli ho prestato il libro perché lo leggesse. Ne è rimasto così colpito, che lo ha proposto come testo di lavoro a un gruppo “spirituale” che frequentava con altri detenuti. Ed era un gruppo che si occupava di streghe e magia nera! Di fronte alle loro obiezioni «è roba di religione, non ci interessa», ha risposto: «Non avete capito niente, questo libro non parla di religione, parla della vita». Il tipo di cristianesimo che la gente è abituata a conoscere qui, con il suo fondamentalismo, tende a suscitare ostilità o, al contrario, un'adesione fanatica. I detenuti che vivono qui con me pensano che il cristianesimo sia solo questo. Non hanno mai conosciuto altro. E ciò che rigettano e respingono è quindi questa versione del cristianesimo. Non sanno niente del messaggio cattolico, come non lo sapevo io. E anche per me è stato difficile superare tante incomprensioni iniziali: penso, per esempio, alla figura della Madonna. Oggi mi affido totalmente a Lei, ma per chi cresce nella “Bible Belt” la devozione a Maria resta quasi sempre un qualcosa di “estraneo” e sospetto. Se ripenso a quello che ero, alla mia esperienza solitaria di convertito e al rischio costante di cadere nella depressione, non posso fare a meno di riconoscere che ho compiuto un'inversione di 180 gradi rispetto al “vecchio” me stesso. Questo non elimina le fatiche, non cancella il peso di vivere in carcere. E un lavoro, è un cammino. Ma ora mi scopro con una speranza che non avevo riconosco che Cristo mi ha raggiunto attraverso gli amici e che tutto quello che devo fare e lasciarLo operare nella mia vita. È questa la Sua vittoria sul nulla.
(Joshua Stancil)
venerdì 2 maggio 2008
Guareschi (1908-1968)
Perché sì, rispondo io. Perché bisogna rendersi conto che, in quella fettaccia di terra tra il fiume e il monte, possono succedere cose che da altre parti non succedono. Cose che non stonano mai col paesaggio. E là tira un’aria che va bene per i vivi e per i morti, e là hanno un’anima anche i cani. Allora si capisce meglio don Camillo, Peppone e tutta l’altra mercanzia. E non ci si stupisce che il Cristo parli e che uno possa spaccare la zucca a un altro, ma onestamente, però: cioè senza odio. E che due nemici si trovino, alla fine, d’accordo sulle cose essenziali."