martedì 29 aprile 2008

Emergenza cibo

Per esperienza personale posso dire che i Banchi Alimentari svolgono un'importante opera sociale di carità. Riporto qui di seguito un appello per la firma di una petizione all'Unione Europea.


EMERGENZA CIBO/ 15 giorni per salvare gli aiuti ai banchi alimentari. Basta firmare una petizione.

Privati cittadini ed enti assistenziali sono chiamati in causa direttamente per esprimere un giudizio sul futuro del programma europeo di aiuti alimentari. Sul portale dell'Unione Europea, fino al 14 maggio, sarà infatti attiva una consultazione pubblica che consente a enti, associazioni, organizzazioni non governative e privati cittadini, di far sentire la propria voce nell'ambito del processo che porterà, entro il prossimo giugno, ad una decisione circa il futuro delle politche di aiuto alimentare alle persone bisognose. Nell'europa a 25 (quindi con l'esclusione di Bulgaria e Romania) si contano circa 40 milioni di poveri. La continua escalation del prezzo dei generi alimentari rischia di far aumentare in modo considerevole questo dato e di far sprofondare sotto la soglia della povertà sempre più famiglie monoreddito di operai e impiegati, che fino a qualche tempo fa sbarcavano il lunario dignitosamente e che ora vanno a ingrossare le fila di quelli che vengono definiti i “nuovi poveri”. Il programma europeo di aiuti alimentari si basa essenzialmente sull'utilizzo delle eccedenze agricole stoccate dall'Unione Europea e quindi destinate ai milioni di poveri che abitano negli stati aderenti. Ora le eccedenze non esistono più e le scorte alimentari sono ridotte al lumicino. La riforma della Pac del 2003, quando era alla guida dell'UE Romano Prodi, ha segnato il passaggio da una politica improntata al sostegno dei prezzi e della produzione a una politica a sostegno del reddito dei produttori, eliminando di fatto le scorte alimentari. Il futuro delle politiche a sostegno della povertà passa anche dalla consultazione pubblica.
La FEBA (Federazione Europea dei Banchi Alimentari), che sfama ogni anno 4 milioni e 3000 mila poveri, ha deciso di promuovere una risposta collettiva al questionario. Di essenziale importanza il quesito 11: “Finora il programma comunitario di aiuto alimentare a favore degli indigenti dell’Unione europea dipendeva dalle eccedenze alimentari. Grazie alla riforma della politica agricola comune, tali eccedenze sono praticamente scomparse”. La risposta appropriata è “Continuato, ma sulla base di prodotti alimentari acquistati …”. Alla base di questa scelta la consapevolezza che l'aiuto attraverso la distribuzione di generi alimentari sia più efficace e discreto. In più, come nel caso della Fondazione Banco Alimentare Onlus, la distribuzione ai poveri avviene attraverso enti caritativi che non si limitano ad erogare un pasto ma coltivano un rapporto umano con le persone che accolgono. Metodi alternativi come il sostegno al reddito o l'erogazione di Food Stamp, pur favorendo un aiuto economico immediato, rischiano di favorire una maggiore solitudine nei bisognosi, che è la forma più grave di povertá. La consegna della spesa settimanale o l'accoglienza in una comunità favoriscono il supporto e l'accoglienza, veri valori aggiunti che si creano nel rapporto tra i volontari e il poveri. Per questo motivo alla domanda 13, che chiede di esprimere un parere sull'introduzione dei Food Stamps, la risposta consigliata è “no, sicuramente no”.

lunedì 21 aprile 2008

sabato 19 aprile 2008

Desiderio di infinito, di libertà, di soddisfazione totale

Ho sempre pensato
Quando avrò questo sarò saziato
Ma poi avevo questo…ed era lo stesso
Ho sempre pensato
Troverò il mare e sarò bagnato
Il mare ho trovato… ma nulla è cambiato… nulla
Che cos’è… che io aspetto…
Io… voglio una vita tranquilla
Perché è da quando sono nato
Che sono spericolato
Io… voglio una vita serena
Perché è da quando sono nato… che è
Disperata… spericolata…
Però libera… verd’è sconfinata
Io dovrei… non dovrei
Ho sempre pensato
Quando avrò il cielo sarò stellato
Divenni una stella… ma ero lo stesso
Sempre lo stesso
Ho sempre pensato
Troverò lei e sarò rinato
Lei ho trovato… qualcosa è cambiato
Qualcosa è cambiato
L’ultima illusione non è svanita
Io libero per sempre
Io… voglio una vita tranquilla
Perché è da quando son nato che sono spericolato
Io… voglio una vita serena
Perché è da quando son nato… che è
Disperata… spericolata…
Però libera… verd’è sconfinata
Io dovrei… non dovrei
Io… voglio una vita tranquilla
Perché è da quando son nato che sono spericolato
Io… voglio una vita tranquilla
Perché è da quando son nato… che è
Disperata… spericolata…
Però libera… verd’è sconfinata
Io dovrei… non dovrei
(VITA TRANQUILLA di Tricarico)


Ciascun confusamente un bene apprende
nel qual si queti l'animo, e disira;
per che di giugner lui ciascun contende.
(Divina Commedia - Purgatorio - Canto XVII)


Ieri stavo leggendo un libro con il commento a questa frase di Dante e mi è venuta in mente la canzone di Tricarico.
Faccio un paragone, forse un po' azzardato (me ne scusino i puristi):
"Che cos'è che io aspetto?
Io voglio una vita tranquilla
[ciascun confusamente un bene apprende nel qual si quieti l'animo] .....
Lei ho trovato… qualcosa è cambiato
Qualcosa è cambiato L’ultima illusione non è svanita [e disira]. Io libero per sempre....
.........
Quando avrò il cielo sarò stellato
Divenni una stella… [per che di giugner lui ciascun contende]"

Nel '300 come nel 2000 l'uomo è lo stesso.
Che cosa siamo se non desiderio di infinito?
Libero per sempre. Libertà come soddisfazione di un desiderio .
Che cosa non facciamo pur di raggiungere questa soddisfazione!!


sabato 12 aprile 2008

Sempre sulla bellezza

Riporto il video segnalatomi dal mio amico Igor (http://piccolobaccelliere.blogspot.com) sul tema della bellezza.
E' un dialogo tratto dal film "Cento passi".


giovedì 10 aprile 2008

Ci salverà la Bellezza


Alla sua donna

Cara beltà che amore
Lunge m’inspiri o nascondendo il viso,
Fuor se nel sonno il core
Ombra diva mi scuoti,
O ne’ campi ove splenda
Più vago il giorno e di natura il riso;
Forse tu l’innocente
Secol beasti che dall’oro ha nome,
Or leve intra la gente
Anima voli? o te la sorte avara
Ch’a noi t’asconde, agli avvenir prepara?

Viva mirarti omai
Nulla spene m’avanza;
S’allor non fosse, allor che ignudo e solo
Per novo calle a peregrina stanza
Verrà lo spirto mio. Già sul novello
Aprir di mia giornata incerta e bruna,
Te viatrice in questo arido suolo
Io mi pensai. Ma non è cosa in terra
Che ti somigli; e s’anco pari alcuna
Ti fosse al volto, agli atti, alla favella,
Saria, così conforme, assai men bella.

Fra cotanto dolore
Quanto all’umana età propose il fato,
Se vera e quale il mio pensier ti pinge,
Alcun t’amasse in terra, a lui pur fora
Questo viver beato:
E ben chiaro vegg’io siccome ancora
Seguir loda e virtù qual ne’ prim’anni
L’amor tuo mi farebbe. Or non aggiunse
Il ciel nullo conforto ai nostri affanni;
E teco la mortal vita saria
Simile a quella che nel cielo india.

Per le valli, ove suona
Del faticoso agricoltore il canto,
Ed io seggo e mi lagno
Del giovanile error che m’abbandona;
E per li poggi, ov’io rimembro e piagno
I perduti desiri, e la perduta
Speme de’ giorni miei; di te pensando,
A palpitar mi sveglio. E potess’io,
Nel secol tetro e in questo aer nefando,
L’alta specie serbar; che dell’imago,
Poi che del ver m’è tolto, assai m’appago.

Se dell’eterne idee
L’una sei tu, cui di sensibil forma
Sdegni l’eterno senno esser vestita,
E fra caduche spoglie
Provar gli affanni di funerea vita;
O s’altra terra ne’ superni giri
Fra’ mondi innumerabili t’accoglie,
E più vaga del Sol prossima stella
T’irraggia, e più benigno etere spiri;
Di qua dove son gli anni infausti e brevi,
Questo d’ignoto amante inno ricevi.

(Giacomo Leopardi - Canti)


Stamattina leggendo una rivista ho scoperto che il tema della Fiera del libro di Torino del 2008 sarà: "Ci salverà la bellezza" (con la "b" minuscola).

Chi non si fermerebbe ore a contemplare un cielo stellato?
Di fronte ad una cosa bella - una donna, la natura, un'opera d'arte - nasce in noi uno stupore e il desiderio che questa bellezza sia per sempre.
Il desiderio della Bellezza è in ciascuno di noi. Con la "B" maiuscola, quella che riempie il cuore.


Si!!! ci salverà la bellezza.

"Don Giussani era cresciuto in una casa – come dice – povera di pane, ma ricca di musica, e così dall’inizio era toccato, anzi ferito, dal desiderio della bellezza e non si accontentava di una bellezza qualunque, di una bellezza banale: cercava la Bellezza stessa, la Bellezza infinita, e così ha trovato Cristo, in Cristo la vera bellezza, la strada della vita, la vera gioia" (Benedetto XVI - melia del funerale di Don Giussani)




Aggiungo il finale del cortometraggio di Pier Paolo Pasolini "Cosa sono le nuvole" con Totò.

mercoledì 9 aprile 2008

E' femmene

E femmene so’ comme è stelle
Si te pierde l’he ‘a guardà
Ce ne stanno a mille a mille
Peccerelle, so’ scintille
Ca pazzeano mmiezo ‘o ffuoco

E pircio’ n’ ‘e ppuo’ acchiappa’
Si ll’affierre ‘e ffaie stutà
Lass’ è stà lass è vula
Pò te cuoce, te faje male
E cù cchi t’à vuò piglià ?

Si sapisse comme é bello
A vedè sti lampetelle
Ca se specchiano int’all’uocchie
è chi è ssape accarezzà

una è lloro é ‘a stella mia
pecché quanno ‘a notte è scura
e stu core s’appaura
pare comme si ‘a sentesse
che me dice;” Aize ‘a capa, siente addore ?
Guarda ‘ncielo e staje sicuro,
tanto io stongo sempe ccà ! “

(E' femmene - Vincenzo Salemme)


mercoledì 2 aprile 2008